Corso di fotografia – parte prima

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Corso di fotografia – #1

Avete mai guardato una fotografia e cercato di farla anche voi, ma senza riuscirci?
Avete mai pensato che quella foto fosse stata fatta con qualche super programma, per poi scoprire che invece era solo una foto originale?  Oppure, avete mai pensato che i numeri sul display di una fotocamera fossero solo per esperti?
Vi sbagliavate!

 

fotografia

 

In questa miniserie di articoli vi aiuteremo a scoprire qualcosa in più sulla fotografia, dalle prime basi all’utilizzo di tecniche più avanzate.

Parleremo inizialmente della fotografia in generale, per poi entrare nelle specifiche GoPro.

 

Cosa è la fotografia?

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Fotografare significa letteralmente “scrivere con la luce”. La luce, infatti, è ciò che vi permette di fare una foto.
Il punto è come rapportare la luce alla macchina fotografica, ovvero al sensore.
Il sensore raccoglierà la luce che entra nell’obbiettivo a seconda di alcuni parametri controllati dall’esposimetro, una scala che valuta la correttezza dell’esposizione della foto.
Questi parametri fondamentali sono apertura, tempo e iso. Se l’insieme di questi parametri è sbagliato, la foto verrà sovraesposta o sottoesposta.

Solitamente l’errore più semplice da fare è quello della sovraesposizione e la conseguente “bruciatura” dei bianchi. Con questo si intende che nei punti bianchi della foto non ci saranno dettagli, cosa che succede anche nelle foto sottoesposte dove le ombre sono semplicemente una parte completamente nera.

 

Parametri fondamentali

Messa a fuoco

L’apertura è quel numero che potete leggere su ogni lente, indicato dalla lettera “f”.
Più è basso questo numero più la lente risulterà “aperta”, nel senso che le lamelle che compongono il diaframma nella struttura interna degli obbiettivi, lasceranno più spazio alla luce per arrivare al sensore. Questo comporterà quello che in fotografia viene chiamato bokeh, ossia l’effetto sfocato che il fotografo cerca per centrare l’attenzione sul soggetto facendolo risaltare dallo sfondo, scegliendo la profondità di campo, ovvero quanto nella foto risulterà a fuoco.

 

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Per capire meglio questo concetto pensate di mettervi al capotavola di un lungo tavolo rettangolare. Se mettete due oggetti uno all’inizio del tavolo, vicino a voi, e uno alla fine del tavolo, avrete due possibilità. La prima è quella di avere uno dei due oggetti a fuoco e la seconda è quella di avere entrambi gli oggetti ben visibili.

Per avere solo uno dei due oggetti a fuoco dovrete usare un’apertura molto ampia, le lenti migliori arrivano a f/1.2, per aperture maggiori servono lenti particolari; per averli invece entrambi a fuoco dovrete usare un’apertura stretta, per esempio f/16, o anche f/32, a seconda della scelta fotografica.

Fotografia
Foto HeroBlog

 

Quest’ultimo è il tipico esempio di come scattare un ritratto: apertura molto ampia e fuoco sul soggetto, con l’effetto bokeh sullo sfondo.

Per entrare nello specifico: un’apertura ampia, ad esempio f/4, verrà utilizzata appunto nella ritrattistica; dove il soggetto deve risaltare nella foto. Mentre un’apertura stretta, ad esempio f/22, servirà nella fotografia paesaggistica, per avere una foto dove tutto è a fuoco.

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Foto HeroBlog

Nota tecnica necessaria è che la profondità di campo influenzerà 1/3 di inquadratura prima del soggetto e 2/3 dopo. Variando però questo parametro, varierà di conseguenza la quantità di luce che arriverà al sensore. Per ovviare questo risultato dobbiamo lasciare più tempo alla luce per entrare.

Tempi

I tempi, infatti, decidono quanto il diaframma rimarrà aperto per fare entrare la luce e variano da 1/8000 delle reflex pro a infinito, con le lunghe esposizioni.
Per avere quindi la stessa esposizione in due foto scattate ad esempio a f/1.8 o a f/16, dovremmo variare i tempi e allungarli per arrivare all’esposizione desiderata.
Pensate semplicemente di dover illuminare un oggetto e doverne capire i dettagli. Senza dubbio se lo fate da un buchino molto piccolo (ad esempio f/32) abbiamo bisogno di più tempo che se lo fate da un passaggio più ampio (f/3.5).

Giocando con i tempi si possono ottenere vari effetti “movimento”, come il panning o l’effetto seta sull’acqua, di cui parleremo più avanti.

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Piccolo consiglio è che i polsi più fermi arrivano al massimo ad 1/60, dopodiché nella foto si noterà il mosso quindi servirà un cavalletto o un punto su cui fissare la camera.

Iso

Ma come possiamo scattare una foto con la giusta illuminazione o abbastanza velocemente quando la luce non è sufficiente?Molto semplicemente facendo ricorso agli iso.

Gli iso non sono altro che un aiuto interno alla camera che serve per accentuare l’esposizione della fotografia, permettendoci di diminuire l’apertura senza allungare i tempi oppure di scattare in scarse condizioni di luce, evitando lunghe esposizioni e quindi le famose e terribili foto mosse.

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Questo parametro varia a seconda della camera che si utilizza. Prendiamo un range standard che va circa da iso100 a iso3200 (le reflex pro arrivano anche a 25.600 e oltre), dove 100 è un minimo utilizzo.
In senso pratico, per avere la stessa esposizione tra una foto scattata a f/1.8 e una a f/16 senza variare il tempo di scatto, aumenteremo gli iso fino a raggiungere l’esposizione desiderata ad esempio da 100 a 800.
Potrete provare (all’incirca) l’effetto dell’aumento degli iso anche nella post produzione, aumentando l’esposizione (attenzione che nelle varie app può avere nomi diversi).
Ma non è tutto oro quello che luccica. Gli iso infatti creano un problema, quando usati eccessivamente, che si chiama rumore.

Il rumore fotografico non è altro che un’aberrazione cromatica derivata dalla forzata illuminazione delle zone d’ombra. Ma non solo. Il rumore si distingue in rumore di luminanza, che è questo di cui abbiamo parlato fino ad ora, e il rumore di crominanza, quindi occhio quando giocate con la saturazione e l’hdr.

GoPro

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Nello specifico con GoPro e,ovviamente, solo nei modelli che danno l’opportunità di gestire questi valori, abbiamo una lente molto luminosa (f/2.8). Con il tipico tutto-a-fuoco del fish-eye, per compensare le dimensioni ridotte, iso da 100 a 800. Il che lascia un ampio range di scelta e tempi che vanno da 1/4000 fino ai 30sec standard, con un aumento a 2 minuti.

Quindi, molto semplicemente e senza parlare di creative effects, se una foto è troppo buia allungate i tempi o aumentate gli iso. Se è troppo luminosa fate il contrario.
Passate sempre per piccoli step e scattate un buon numero di foto mentre fate le prime esperienze, vedrete i risultati arrivare pian piano, finché non vi abituerete a “ragionare” come un sensore!

Nei prossimi articoli parleremo di tecniche e impostazioni avanzate, dal bilanciamento del bianco alle lunghe esposizioni, lasciando spazio alle domande ricorrenti della Community sull’utilizzo del Protune.