Recensione DJI Mavic Air: il super drone DJI

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DJI Mavic Air

A partire dallo scorso 28 gennaio, il DJI Mavic Air ha occupato uno spazio importante nel mercato dei droni, ponendosi (in quanto a caratteristiche e prezzo) a metà fra il DJI Spark e il DJI Mavic Pro. Noi di heroblog.it, vi avevamo già portato un articolo di presentazione dopo l’annuncio di questo drone. Oggi invece, vi portiamo una recensione completa, con tanto di test foto e video, di questo ottimo prodotto. 


Cosa c’è nella scatola del DJI Mavic Air?

DJI propone tre diversi pacchetti per l’acquisto di questo prodotto: il Mavic Air base, la Fly More Combo e la Fly More Combo & DJI Goggles. 

La versione base (quella che noi abbiamo testato) contiene: 

  •  drone
  •  controller 
  • 1 batteria intelligente 
  • 4 eliche di ricambio
  •  set di paraeliche
  •  caricabatterie (diviso in alimentatore e cavo)
  • 1 caricatore per il controller 
  • 3 diversi cavi per connettere il vostro smartphone al controller (1 USB Type-C, 1 micro USB standard e 1 Lightning) 
  •  adattatore USB (che si collega al controller per caricarlo) 
  •  custodia (solo per il drone, non può contenere anche il controller)
  •  protezione per il gimbal 
  • 1 slider grande per il cavo di connessione allo smartphone
  • 2 slider piccoli per i cavi di connessione allo smartphone
  • 2 joystick di ricambio. 

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La Fly More Combo contiene tutto ciò che trovate nella versione base e in più: 

  • 3 batterie intelligenti, invece di 1
  • 6 eliche di ricambio, invece di 4
  •  stazione di ricarica per le batterie
  •  adattatore per ricaricare le batterie tramite powerbank
  •  borsa da viaggio 
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Fonte: dji.com

Infine la versione Fly More Combo & DJI Goggles ha esattamente lo stesso contenuto della Fly More Combo, ma in più contiene i DJI Goggles. 

Il drone è disponibile in 3 colori: Onyx Black, Artic White e Flame Red. 


Sensori completi per il Mavic Air

Il Mavic Air presenta due sensori anteriori, cosi come lo Spark e il Mavic Pro, ma in più possiede anche due sensori posteriori, che finalmente rendono più sicuro il volo in retromarcia. Nonostante molti sostengano che i sensori non sempre funzionano e che non è bene affidarsi solo ad essi durante il volo, noi crediamo che due sensori in più non facciano mai male, soprattutto nella parte posteriore, che solitamente è davvero sicura solo nel momento in cui voliamo a vista. 

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Viste però le dimensioni davvero ridotte del Mavic Air, anche rispettando le leggi italiane, non sempre è facile mantenere il contatto visivo mentre è in aria. Anche per questo motivo riteniamo che aggiungere due sensori non possa che essere un punto a favore. 

I sensori inoltre permettono l’utilizzo della modalità Gesture, ovvero la completa gestione del drone tramite dei movimenti delle mani, proprio come per lo Spark. In questo modo si può spostare il drone, farlo avvicinare o allontanare o farlo volare sopra di voi. 


Come si comporta in volo? 

Il Mavic Air è davvero facile da controllare, anzi, facilissimo. La manovrabilità è ottima, infatti anche un principiante, dopo un paio di uscite, sarà in grado di volare in maniera fluida. La velocità di ascensione è abbastanza bassa a causa delle eliche molto piccole, ma in modalità SPORT si muoverà molto più velocemente, raggiungendo addirittura i 68 Km/h. 

Se il vostro obiettivo però è realizzare foto e video mozzafiato, sconsigliamo l’utilizzo della modalità SPORT, in quanto i movimenti repentini del drone non rendono davvero godibili le registrazioni. Questa modalità è consigliata più che altro nel momento in cui si vuole raggiungere una zona lontana nel minor tempo possibile, cercando di risparmiare un po’ di carica della batteria. 

L’autonomia di volo della batteria è stata inizialmente dichiarata di 25 minuti, senza però, a quanto pare, aver calcolato le operazioni di ritorno al punto di decollo e il conseguente atterraggio. Il tempo effettivo di volo (e di conseguenza di registrazione) totale infatti è di circa 20 minuti. Tramite l’applicazione si può anche impostare un livello di carica residua minimo; raggiunto questo livello il radiocomando inizierà a suonare, avvisandoci che è ora di far atterrare il drone, se non vogliamo rischiare di farlo precipitare con la batteria scarica. 

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Questo è un punto negativo, visto anche la distanza e l’altezza massima dichiarate; in Italia l’altezza massima di volo è di 70m (ricordatelo bene), ma tecnicamente il drone potrebbe raggiungere anche i 500m. Il problema è che raggiungere questa altezza vuol dire scaricare per metà la batteria e avere poi giusto la carica necessaria per riportarlo a noi. E lo stesso discorso vale per la distanza massima, che non solo è influenzata dalla durata della batteria, ma anche dalla potenza del segnale. 

Quest’ultimo, infatti, è un altro punto negativo del Mavic Air: esso sfrutta una trasmissione di segnale a 2.4GHz che non permette di andare oltre 1 Km di distanza (già a 900m il segnale si indebolisce molto), a differenza del Mavic Pro, invece, che è stato testato funzionante fino a 4 Km di distanza. 

C’è da dire anche però che per delle riprese o delle foto aeree a livello amatoriale, raramente è necessario spingersi fino a queste distanze.

Infine è importante notare che il drone si comporta bene anche in presenza di vento. Secondo le specifiche può volare con venti fino a 30 Km/h.
Noi di HeroBlog.it siamo riusciti a testarlo con venti al massimo di 24 Km/h e non ha dato nessun segno di sbandamento. 

Piccolo consiglio: per sfruttare al massimo la potenza del segnale, mantenete le antenne del controller dritte verso il cielo, e abbassate i piedini dei bracci anteriori del drone come in foto. Essi infatti non sono solo utili a fare in modo che il gimbal non tocchi terra durante il decollo o l’atterraggio, ma nascondo anche delle piccole antenne al loro interno. 

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Il controller del DJI Mavic Air

Il controller risulta essere comodo e funzionale. Così come per il Mavic Pro, i due joystick si possono svitare e riporre in un piccolo scomparto per facilitare il trasporto. Lo smartphone si adatta bene nella zona dove deve essere riposto, anche se spesso è difficile collegare il cavetto. 

A differenza del radiocomando del Mavic Pro, questo non possiede nessuno schermo indipendente; è quindi necessario collegare sempre lo smartphone per controllare batteria, distanza, altezza di volo e tutte le altre informazioni generali. 

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Fotocamera e gimbal: due punti forti!

La fotocamera ha una risoluzione video che arriva al massimo a 4K a 30fps oppure a 1080p fino addirittura a 120fps, mentre la risoluzione foto è di 12MP, con la possibilità di scattare foto in formato RAW o utilizzare l’HDR. Le impostazioni foto e video sono completamente personalizzabili, ma di questo ne parleremo in un articolo a parte. 

Una bella caratteristica che abbiamo notato è che anche se non siete esperti di postproduzione le impostazioni automatiche del Mavic Air garantiscono comunque foto e video di tutto rispetto, che non per forza necessitano di correzioni con programmi di editing. 

Di seguito trovate alcune foto non editate:


Modalità di volo automatiche fantastiche

Il Mavic Air offre in tutto 6 modalità di volo automatiche, anche chiamate Quickshot. Andiamo ad analizzarle una ad una: 

  • Rocket: la modalità rocket fa ascendere il drone mentre la camera punterà in basso verso il soggetto selezionato. 
  • Dronie: questa modalità farà volare il drone in retromarcia e verso l’alto contemporaneamente, puntando la camera sempre verso il soggetto selezionato. 
  • Circle: questa è la modalità forse meno spettacolare in quanto il drone non farà altro che orbitare intorno al soggetto selezionato. Fate attenzione all’altezza del drone e all’inclinazione del gimbal, in quanto queste due opzione sono impostate manualmente da voi, non vengono regolate automaticamente. 
  • Helix: come suggerisce il nome questa modalità farà volare il drone ad “elica” intorno al soggetto, allontanandosi sempre di più. Fate attenzione a selezionare questa modalità solo in presenza di spazi veramente ampi. 
  • Boomerang: in questa modalità il drone effettuerà un movimento, appunto, a boomerang, come mostrato in video. 
  • Asteroid: la modalità asteroid è probabilmente la più spettacolare, e anche la più lunga da portare a termine. Durante questo tipo di volo, infatti, il drone salirà verso l’alto e scatterà delle foto di tutto il panorama circostante, creando poi un effetto “mondo”, come quello delle videocamere a 360°. 

Tutte queste modalità sono facilmente utilizzabili semplicemente selezionandole tramite l’applicazione. Per ognuna è anche possibile impostare una distanza massima di volo e interromperle muovendo uno dei due joystick del controller. 


Non sono tutte rose e fiori 

Finora abbiamo ampiamente elogiato questo prodotto, ma anche il Mavic Air ha i suoi contro.

Innanzitutto la batteria intelligente non può purtroppo essere caricata tramite powerbank, a meno che non si acquisti la Fly More Combo. Essa infatti necessita del suo alimentatore da attaccare alla spina della corrente. Questo si traduce inevitabilmente in scarsa portabilità e la necessità di portarsi dietro, eventualmente, un adattatore per la presa della corrente. 

Il segnale che collega il radiocomando al drone è nettamente più scarso di quello del Mavic Pro, garantendo quindi una ridotta distanza e altezza di volo (comunque notevoli e comunque a prescindere non raggiungibili secondo le leggi italiane, a meno di permessi particolari). 

Personalmente, inoltre, ci è capitato in un paio di occasioni di dover riavviare sia il drone che il radiocomando a causa del mancato collegamento tra i due dispositivi, anche se questo potrebbe essere solamente un piccolo bug dell’ultimo aggiornamento del software. 


Conclusioni sul Mavic Air

Il Mavic Air è, in questo momento, sicuramente uno dei migliori droni sul mercato, in quanto risulta davvero facile da utilizzare anche per i neofiti e la qualità video e foto è eccellente.

Lo consigliamo infatti vivamente per tutti coloro che volessero fare un upgrade di qualità rispetto al DJI Spark, oppure per quelli che si vogliono avvicinare al mondo dei droni ma non possono permettersi degli aggeggi professionali che superano di tanto i 1000€. 

Il prezzo pieno del Mavic Air, infatti, è di 849€ per la versione base e di 1172€ per la versione Fly More Combo; oggi però si può trovare su Amazon a partire da 790€ la versione base e da 1005€ la Fly More Combo.
Oppure, potete trovarlo su Gearbest a circa 650 euro!

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