HeroBlog|Adventures: BYOH nelle catacombe di Parigi

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HeroBlog|Adventures: “Dovremmo infilarci lì dentro?” Chiesi allo strano tizio in completo bianco che stava per scendere nell’apertura. Agosto del 2013, ero a Parigi per la seconda volta quando incontrai questi ragazzi lungo la Senna vicino Notre Dame. Era improbabile, forse uno scherzo, ma arrivato nel punto d’incontro avevo capito che non era nulla di tutto ciò. Un teschio enorme disegnato sul muro rappresentava il punto d’arrivo, ed il buco che si trovava sulla bocca l’ingresso delle catacombe.

ingresso

Posizionata la torcia sulla testa ci siamo infilati uno alla volta in un’apertura larga poco più delle mie spalle. I primi minuti sono stati duri, movimenti minimi e spazio ridottissimo. Portavamo avanti gli zaini e tutto il resto spingendoli con le gambe o con le mani a seconda della posizione che uno decideva di assumere all’ingresso. Sembrava di vivere nel passato, immaginando chi era passato lì prima di noi, e toccando muri con sopra incisioni datate 1780 e man mano ancora più antiche.

Pochi avevano percorso quei cunicoli, e meno ancora sapevano la storia che si celava dietro tutto questo. Le catacombe di Parigi sono un ossario sotterraneo che conserva i resti di circa 6 milioni di persone e si estende sotto la maggior parte della città sin dal 18° secolo. La parte centrale della struttura è accessibile al pubblico, mentre la restante periferia sotterranea, un reticolo di gallerie incredibile dove perdersi è quasi una certezza, è stata quasi dimenticata dalla gente di superficie. Questo fino agli anni 90 in cui è nata la “KTA Katacombs”. In maniera totalmente spontanea un gruppo di ragazzi si riunì ed iniziò a mappare i percorsi fissando i vari punti di collegamento tra diverse entrate ed uscite. Non era cosa insolita incontrare altre persone che si trovavano lì da diversi giorni, occupati nella realizzazioni di mosaici o di piccole sculture. Un posto ed una situazione surreale tanto quanto vera, tra passaggi strettissimi, tratti in cui l’acqua arrivava a metà coscia, simboli e scritte su muri lasciati da persone di cui non sapremo mai nulla. Un vero mondo segreto che vive e si riunisce sotto le rues de Paris. E’ stata la prima occasione in cui ho usato una Gopro (3 white per la precisione), il resto è stato girato con un iphone e questo è il risultato!

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Foto di Emanuele Marafante

Testo di Emanuele Marafante & Nicola Valente