Motion Blur: cos’è e come si ottiene

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Motion Blur

Sempre più spesso online, vi sarà capitato di notare una gran quantità di foto volutamente mosse. Questa caratteristica rende, volontariamente o involontariamente, le foto significativamente più dinamiche. In questo articolo vi spiegheremo i concetti chiave di questa tecnica.
Ma andiamo a vedere più da vicino come realizzare il Motion Blur!

Prima di proseguire con la lettura, ti consiglio caldamente di darti un’occhiata ad una nostra Guida completa su come ottenere foto migliori, dove riportiamo le tecniche più utilizzate e come metterle in atto!

Motion Blur
instagram: fififo26

Sfocatura mossa

La sfocatura mossa, tecnicamente chiamata Motion Blur in inglese, indica proprio questo genere di scatti.

La sfocatura (blur) è data dal tentativo, da parte della fotocamera, di catturare un soggetto che si sta muovendo più o meno velocemente (motion).

Banalmente, dobbiamo immaginare la fotocamera come un occhio umano che, al momento dello scatto, chiude la palpebra. Questa “palpebra”, nelle fotocamere, è l’otturatore.

Regolando la velocità della chiusura possiamo quindi determinare la sfocatura. Più lenta sarà la chiusura, più movimenti riuscirà a cogliere il nostro sensore.

In aggiunta, la fotocamera in questo lasso di tempo raccoglierà, oltre ai movimenti, anche le luci presenti sulla scena. In sostanza, più secondi impiega l’otturatore e più sarà la quantità di luce che riuscirà a catturare.


Long exposure

Per riassumere, il concetto attorno a cui ruota tutto ciò è la lunga esposizione, su cui vi consigliamo di informarvi con questo precedente articolo in cui spieghiamo il funzionamento della Night Mode su GoPro.

Riprendendo il suddetto articolo, vediamo ora insieme il setting per la night mode con GoPro Hero5 o 6.

Per prima cosa dobbiamo impostare la modalità di scatto su Notte, per poter successivamente usufruire del menù in cui impostare il tempo di esposizione.

Motion Blur

Di seguito, la schermata che visualizzeremo sarà la seguente:

Motion Blur

Possiamo vedere come, oltre al consueto Campo Visivo, la GoPro ci chiede il tempo (in secondi) dell’Otturatore. Andando modificare tale parametro allungheremo o accorceremo il tempo di esposizione, permettendo alla camera di catturare movimenti e luci per quel determinato lasso di tempo.

Motion Blur

Ma non è finita qui. Per regolare al meglio il nostro scatto, avremo bisogno di attivare le impostazioni in Protune. Per accedere a questo menù è sufficiente fare uno swipe dal bordo destro verso sinistra, sullo schermo.

In tal modo avremo a disposizione una serie di parametri da modificare.

Motion Blur

Il parametro che più ci interessa in questo caso è l’ISO. Quest’ultimo, banalmente e in parole semplici, stabilisce quanto luminosa verrà la foto. Nella schermata mostrata sopra, l’ISO è regolabile in MIN e MAX.

E’ buona regola, comunque, non esagerare con l’ISO MAX poiché potrebbe comportare un’eccessiva luminosità della foto, rendendola quindi bruciata.

N.B.: Una foto bruciata non è altro che una foto eccessivamente luminosa, “accecata” dalla presenza di un bagliore di luce.

E’ preferibile non andare oltre i 400 o 600 come valore ISO poiché la GoPro (come anche altre macchine) acquisisce comunque una buona quantità di luce allungandone il tempo di esposizione.

Ricordiamo, inoltre, che sebbene non ce ne rendiamo conto, nella maggior parte dei casi ci troviamo in un ambiente con un significativo inquinamento luminoso dovuto alle luci artificiali.


Parola d’ordine: fermi

Con la tecnica del motion Blur, quindi, daremo un tocco più dinamico al nostro scatto, rendendo nitido soltanto l’elemento che nella scena è immobile. Tutto il resto verrà mosso, creando una sagoma allungata nella direzione in cui si dirige.

Come detto in precedenza, questo scatto prolungato andrà ad imprimere sul nostro sensore ogni minimo movimento dei soggetti presenti nella scena.

Per questo motivo, per un buono scatto con questa tecnica, è assolutamente necessario che la vostra camera sia immobile. Avrete bisogno, quindi, di un saldo cavalletto e, possibilmente, di un comando remoto per azionare la camera a distanza.

In questo modo eviteremo quei micro movimenti che si creerebbero andando a premere un qualsiasi tasto.


Anche le camere hanno diritto agli occhiali da sole

Come detto in precedenza, allungando i tempi di esposizione si cattura anche molta più luce. Tutto molto bello se ci troviamo in notturna nella quasi assenza di luci. E se volessimo ottenere un motion blur in orari diurni?

Bene, in questo caso ci vengono in soccorso i nostri amati filtri ND, di cui si parla in questo precedente articolo.

I suddetti filtri, in sostanza, ci aiuteranno ad “oscurare” e quindi limitare la quantità di luce che sarà catturata, dando la possibilità alla camera di catturare semplicemente i soggetti in movimento e non.

La conseguenza del mancato utilizzo di questi filtri di giorno, sarà una inevitabile foto bruciata.


Altri effetti creativi

Gli effetti che possiamo ottenere allungando l’esposizione e quindi il tempo di otturazione sono innumerevoli e possono dare sfogo alla vostra creatività.

Tra i più conosciuti possiamo notare gli effetti di lightpainting, effetto seta sulle acque, steel wool o semplicemente per ottenere la sfocatura degli elementi che non costituiscono il soggetto della foto o, nei casi possibili, anche per catturare la fioca luminosità di un cielo stellato.

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Le nostre conclusioni sul Motion Blur

Come per ogni tecnica fotografica, anche il motion blur non è esente da esercizio e varie prove per trovare il setting giusto. Occorre trovare le impostazioni giuste per ogni eventuale scenario, con regolazioni che vanno dall’ISO fino all’utilizzo dei filtri ND.

Potete trovare il Kit di Filtri ND marchiati PolarPro, su Amazon, a circa 50 euro.

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