Post Produzione Stampa 3D | Hero’s Lab #2

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post produzione stampa 3D

Rendiamo perfette le nostre Stampe 3D con la post produzione!

In questo articolo vi sveleremo i segreti della post produzione per la stampa 3D!


Rieccoci con un nuovo appuntamento di Hero’s Lab, la rubrica per voi Heroes che in fondo siete anche un po Makers.

Alcuni articoli precedenti, quali: Stampa 3D e GoPro: creare i propri accessori e FreeLabster: La stampa 3D a casa tua! sono caldamente consigliati a chi si avvicina ora alla stampa 3D.

In questo articolo continueremo il percorso iniziato in Hero’s Lab #1 , dove si è parlato anche di una stampante economica (circa 150€) acquistabile presso molti dei più famosi store cinesi presenti sul mercato, la Anet A8.

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Anet A8 assemblata – fonte: Google Images

Questa stampante ahimè , arriva in kit da assemblare e quindi dovrete montarla da soli. Ma soli non sarete , perché dietro ha un community social più attiva che mai.

Chi la possiede, e quindi ha già incontrato e risolto la maggior parte dei problemi legati ad essa, vi aiuterà nella risoluzione di eventuali problemi e dubbi.


Post Produzione: L’oggetto caldo di stampa

In questa fase l’oggetto è appena stato staccato dal piano , e in base al materiale che abbiamo utilizzato possiamo scegliere quale lavorazione di post produzione è la più efficace e adatta allo scopo.

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fonte: Google images

I materiali che utilizziamo nelle stampe 3D sono molto differenti tra loro in base a diversi fattori: resistenza meccanica, porosità, cristallizzazione alle diverse temperature, ecc.. e la maggior parte ha un suo “solvente naturale” .

 

 


Postproduzione dell’ABS (Acrilonitrile butadiene stirene)

Il solvente naturale dell’ABS per esempio, e il comune Acetone, quello che si usa per togliere lo smalto dalle unghie.

Per la post produzione dei pezzi stampati con questo materiale, si utilizzano vapori di acetone , mettendo il pezzo stampato in un contenitore (di vetro solitamente) scaldandolo, finchè l’acetone non evapora e si deposita sulle pareti del pezzo stampato.

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Bagno in vapori di acetone. fonte: Google

Il pezzo finito risulterà lucido e brillante, come una palla da biliardo!

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A sinistra il pezzo dopo il trattamento, a destra prima del trattamento. fonte: Google

Post Produzone del PLA (Acido Polilattico)

l’Acido polilattico, comunemente chiamato PLA, è un derivato dell’amido di mais, pertanto è biodegradabile , ed è anche uno dei materiali più facili da stampare grazie alla sua bassa temperatura di fusione, e poichè non richiede un piano riscaldato.

Una volta stampato questo materiale risulta un po’ ruvido al tatto, questo è dovuto alla sua cristallizzazione in fase di raffreddamento post estrusione.

La sua facilità di stampa viene compensata dal fatto che la post produzione risulterà abbastanza laboriosa. A differenza dell’ABS, non ha solventi naturali economici o efficaci, e che non siano pericolosi per la salute.

post produzione stampa 3d_carta_abrasivaCon questo materiale quindi,dovremo munirci di olio di gomito e carta abrasiva di diverse grane.

Dovremo iniziare a carteggiare delicatamente la superficie del pezzo prima con la grana grossa, poi con quella successivamente più piccola, e cosi via…

Con le grane molto sottili si consiglia di bagnare il pezzo per non far scivolare la carta abrasiva.

 

La finitura finale , dopo la carteggiatura, si può fare sia con primer filler (spray riempitivo) o con varie resine epossidiche da modellismo, cosi riuscirete ad ottenere circa l’effetto ABS trattato con l’acetone.

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fonte: Google Images

PETG/Nylon – Pro e contro

Il PETG , è un materiale che unisce la resistenza dell’ABS con la facilità di stampa del PLA ed è addirittura compatibile con alimenti!

Fantastico, se non fosse che la sua post produzione è pressoché inesistente.

Difficile da grattare anche con la carta abrasiva più grossa.

Come il PLA non ha solventi naturali a buon mercato o efficaci come l’acetone sull’ABS.

Questo discorso è analogo per il Nylon.

Vengono spesso utilizzati per stampare pezzi che devono resistere a sollecitazioni o alte temperature.

Ultimamente questi materiali “duri” sono la prima scelta per stampare parti di Droni.


Conclusioni – L’esperienza prima di tutto!

Abbiamo visto come post-produrre pezzi stampati con i materiali più utilizzati. C’è però da dire una cosa fondamentale: l’esperienza e la pratica rendono perfetti.

Una stampante calibrata a puntino, la qualità del materiale utilizzato, e alcuni accorgimenti di base, sono ingredienti fondamentali per la stampa 3D , a cui la post produzione non può sostituirsi.

Come dal parrucchiere, un taglio fatto male non è recuperabile con un po di brillantina!

Adesso non vi resta che iniziare a stampare i vostri accessori per GoPro e Droni!

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