Realtà Aumentata e Virtuale: le differenze

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In questi ultimi anni è comparsa prepotentemente una tecnologia che si candida ad essere protagonista della nostra vita: La realtà aumentata.

In verità però è tuttora complesso definire con precisione cosa sia, in quanto si tratta di una tecnologia che non ha ancora raggiunto la piena maturità, nonostante esistano già applicazioni e dispositivi che utilizzino l’AR in maniera efficiente.

Il mondo della realtà aumentata sembra però ancora un mistero per molti. In pochi hanno chiaro di che si tratta e quali siano le prospettive di questa tecnologia. In molti, invece, tendono a confondere questa tecnologia con la realtà virtuale (virtual reality abbrevato in VR).

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fonte: italiandirectory.it

Cosa cambia da AR a VR?

Spesso confuse tra di loro, la realtà aumentata e la realtà virtuale, non sono la stessa cosa.
In particolare, vediamo: che AR (augumented reality = realtà aumentata) e VR (virtual reality = realtà virtuale) condividono determinate tecnologie e componenti software simili, ma l’esperienza dell’utente è completamente diversa.

La VR porta l’utente in un mondo isolato, completamente generato da un computer, spesso costruito con solo tre gradi di libertà (3DOF).
Mentre la tecnologia AR ci fornisce informazioni visive addizionali sovrapposte al mondo reale e sei gradi di libertà (6DOF).

Da un punto di vista grafico, la AR funziona in maniera simile alla VR.
Con la grande differenza che la prima permette di vedere anche il mondo reale tramite appositi display trasparenti, la seconda invece isola completamente l’utente in un mondo (o realtà) generato da un computer.

In poche parole quindi la AR sovrappone i dati generati dal computer con il mondo reale, la VR invece crea un ambiente virtuale che oscura il mondo reale.

Un’altra grande differenza tra AR e VR è che la prima deve mostrare gli oggetti che compaiono sul display nella prospettiva corretta, e la cosa richiede uno sviluppo ulteriore rispetto alla realtà virtuale, questo perché se la prospettiva non dovesse risultare ottimale verrebbe meno la sensazione di una realtà aumentata.

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images.idgesg.net

Realtà a seconda del device

L’esperienza di uso comune tra AR e VR dipende anche da che tipo di device stiamo utilizzando.

A seconda del device che stiamo utilizzando, possiamo parlare di: visual see-through, obstructed view e projected augmented reality.

Visual see-through

Consiste fondamentalmente nel primo metodo creato per permettere di utilizzare la realtà aumentata. Creata negli anni ’60, consiste in lenti che lasciano la percezione visiva inalterata nell’utente; sovrapponendo le informazioni e le immagini tramite display trasparenti o lenti-specchio.

Ci sono diverse classi di “see-through” device: Lenti a contatto; elmetti; Head-up display (HUD, visore a sovraimpressione) e Smart glasses, che si dividono a loro volta in integrati e non.

È in questa categoria che possiamo far rientrare la “vera” AR, dove il mondo digitale si fonde con quello reale.

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Fonte: ti.com

OV: la tecnologia della realtà virtuale

Nella tecnologia Obstructed View, l’utente utilizza un Head-mounted display (HMD) che blocca la vista del mondo reale. In questo HMD viene creato un “mondo nuovo” in cui l’utente si sentirà immerso in una esperienza 3D.

Questa modalità di visualizzazione restringe il campo visivo dell’utente e la stessa immagine mostrata nell’HMD può essere vista in 2D.

L’obstructed view è il tipo di visualizzazione utilizzato solitamente dalla tecnologia VR.


PAR: la realtà mista

La Projected Augmented Reality, è una tecnica in cui la AR viene sovrapposta e proiettata dall’elmetto o dall’HMD nel mondo reale. In questa categoria ibrida possiamo far rientrare la definizione di realtà mista.

La realtà mista (mixed reality, abbreviato in MR) si riferisce alla combinazione dell’ambiente virtuale con quello reale, dove entrambi possono coesistere. 

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