Riprese aeree: da ieri a oggi

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riprese aeree piccioni

Al giorno d’oggi le riprese aeree e la fotografia aeree sono ormai quasi all’ordine del giorno. Non è inusuale vedere questo genere di contenuti viaggiare nell’etere: aerei, elicotteri e droni contribuiscono a regalarci immagini spettacolari, soprattutto l’ultima categoria che è riuscita a rendere alla portata di molti, con PRO e CONTRO annessi, ma proviamo a fare un salto indietro di circa un secolo.


Come si sono evolute nel tempo le riprese aeree?

L’ idea di vedere con gli occhi di un uccello, probabilmente è antica quanto l’uomo, ma la possibilità di scattare fotografie come i volatili è un idea che è nata poco dopo l’avvento della fotografia.
Ed è proprio all’inizio del secolo scorso che un farmacista tedesco di nome Julius Neubronner appassionato di fotografia che da il via a questo campo.

 

fonte Wikipedia
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Al tempo infatti i farmacisti utilizzavano  piccioni viaggiatori per il trasporto di piccole quantità di medicinali , Neubronner ebbe l’intuizione di unire le sue conoscenze alla sua passione facendo indossare a questi animali piccole imbragature con diverse apparecchiature fotografiche che andavano da una piccola reflex con lunghezza focale di 85mm e una forma rudimentale di grandangolo.

 

fonte Wikipedia
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Faticò inizialmente ad ottenere il brevetto per la stranezza della sua invenzione ma dopo poco riuscì nel suo intento : i piccioni percorrendo un tragitto preciso riuscivano a dare fotografie accurate dei luoghi interessati, volando a bassa quota permettevano inoltre di avere un maggiore qualità dell’immagine permettendo l’abbandono di aerei, razzi e primitivi mezzi aerei per la fotografia aerea.

 

riprese aeree piccioni

riprese aeree piccioni

Con l’avvento del primo del primo conflitto mondiale, i piccioni vennero impiegati per famose battaglie come quella di Verdun e della Somme ma non si diffusero molto, nonostante l’economicità del mezzo, rimasero dirigibili e palloni aerostatici, la scelta migliore per al fotografia aerea.  Nel secondo conflitto mondiale invece furono utilizzati dai francesi e nuovamente dal fronte tedesco, anche se l’utilizzo di aerei con piloti in carne ed ossa, si era ormai consolidato.

fonte Wikipedia
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Nel periodo post bellico l’invenzione di Jiulius, continuò seppur in minor successo, ad essere utilizzata; altri mezzi però, stavano per essere adoperati in questo campo.

 

 Né allora, né adesso, né mai le fotografie possono dirti che cosa succeda negli edifici o nella testa degli uomini che li occupano. Per questo, c’è bisogno di una fonte umana attendibile, e se mai volevamo trovarne una, a mio parere l’unico modo era smettere di speculare su quanto succedeva dietro tutti quei muri costruiti per nascondere la verità. Dovevo andare in Libano, nella valle della Béqaa. Se vuoi entrare nel grande gioco, devi schiodarti dalla tua sedia

Robert “Bob” B. Baer

 

Queste sono le parole di un ex ufficiale della CIA, l’organizzazione che più di tutti forse si è interessata in tempi più recenti all’utilizzo dei piccioni per le riprese aeree e che ideò un ultimo modello di macchina fotografica adibita a questo uso.

fonte Wikipedia
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Dai piccioni alla fotogrammetria aerea

La Guerra Fredda fu un altro scenario dove le riprese aeree ricoprirono un ruolo chiave, le due superpotenze in gioco, America e Russia non potendo dichiararsi apertamente la diffidenza reciproca, si affidavano ad occhi ben più alti di quelli umani per spiare il nemico.

 

riprese aeree
fonte Wikipedia

Gli Stati Uniti costruirono il Lockheed U-2, un aereo monoposto da fotogrammetria di alta quota che poteva montare fotocamere e videocamere direttamente azionate dal pilota e che recava vantaggi di qualità e precisione rispetto ai rudimentali satelliti, d’ altro canto però questi aerei erano più facili da abbattere e proprio la distruzione di uno di questi aerei diede il via a quella che viene definita ” la crisi degli U-2 “ i cui eventi sono anche descritti in maniera più cinematografica ne ” Il ponte delle spie “

riprese aeree
fonte www.artnoise.it

 

Nonostante siano trascorsi decenni il Lockheed U-2, debitamente aggiornato, rimane tutt’ora in utilizzo per la mancanza di mezzi che riescano a sostituirlo in maniera efficace, APR come il Lockheed Martin e il  RQ-4 Global Hawk sembrano non avere risultati pienamente soddisfacente.
Gli ultimi anni sono stati l’avvento di un nuovo mezzo per la fotografia aerea: gli UAV o APR ( aereomobili a pilotaggio remoto) hanno permesso di fotografare dall’alto senza mettere a repentaglio la vita del pilota addetto a questo compito, i due modelli precedentemente citati ne sono un esempio.

 

riprese aeree

 

La diffusione della tecnologia dagli anni ’90 ad oggi ha fatto si, che progetti e prototipi fino ad allora considerati utili in ambito strettamente militare, la stessa invenzione di Internet ne è una prova lampante, divenissero di utilità ludica, pubblicitaria e cinematografica.

Il presente: droni e action cam

Entrano così nel mondo della fotografia aerea i cosiddetti droni (ed erroneamente definiti! in realtà quadricotteri o esacotteri in base al numero di eliche) accompagnati dall’uso delle più moderne videocamere, a loro volta differenziate per utilizzo e fasce di prezzo che nel frattempo si sono fatte anche  minuscole e alla portata di quasi tutti i consumatori e le conosciamo come action cam.

Questi mezzi hanno dato la possibilità a quasi tutti di catturare straordinarie immagini e video da condividere con amici, followers e iscritti sui vari social network e non solo, dando il via ad una nuova concezione dell’intrattenimento ma anche ad una nuova serie di problematiche riferite all’utilizzo e alle restrizioni di questi ultimi.

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