Le GoPro vanno su Marte

Chi lo sa, un giorno un titolo del genere potremo anche leggerlo da qualche parte. Quello che è certo è che, almeno in senso cinematografico, le GoPro ci sono andate veramente su Marte.
Lo hanno fatto nel film “The Martian” di Ridley Scott uscito il 1 ottobre 2015, tratto dal libro omonimo uscito qualche anno fa.

La storia è la trasposizione del libro che è strutturato come un diario di bordo. Ed è proprio qui che entrano in gioco le nostre amate GoPro. Nel film al posto del diario di bordo scritto dal protagonista, il dialogo si svolgerà rivolto alle GoPro. Tante GoPro. Uguali a quelle che abbiamo in mano tutti i giorni. Ma leggermente diverse da come le conosciamo.

Innanzi tutto le GoPro sono sparse un po’ dovunque nella struttura dello Hab “la casa marziana” del protagonista, e più importante di tutte sono presenti in una sorta di montatura da spalla nelle tute marziane per le escursioni brevi su marte e nelle tute più classiche da spazio per attività extraveicolari.

Certe riprese del film sono addirittura girate semplicemente con una GoPro (con le dovute elaborazioni del caso si intenda).

Possiamo addirittura dire che le GoPro sono veramente parte integrante di questo film al pari del protagonista.

Bella l’idea, ma i particolari?!

Passi l’alimentazione e la memorizzazione di queste GoPro che sembrano essere infinite e che registrano tutto in continuazione, passi anche il fatto che il protagonista ogni tanto sembra armeggiare con la lente della GoPro come nel tentativo di metterla a fuoco (cosa ovviamente senza senso), alcune cose proprio non vanno giù.

Per prima cosa è curioso notare come le GoPro, che sembrano essere tutte HERO 4, a volte sono camuffate e a volte no. Mi spiego meglio: ogni tanto è presente un codice a barre, nemmeno fatto troppo bene, per nascondere la scritta HERO 4 (probabilmente ci volevano troppi soldi per lasciarla) e a volte invece si vede chiaramente la GoPro esattamente come la conosciamo noi, con il frame e tutto il resto.

Sullo spallaccio delle tute che il protagonista indossa su marte, si notano invece GoPro dentro agli scafandri da 60 metri che come sappiamo sono più resistenti di quelli classici da 40 metri.
Nella tuta spaziale invece (quella bianca per intenderci), che il nostro protagonista e i membri della missione ARES indossano

si vede abbastanza chiaramente che le GoPro, questa volta  camuffate da spazio con un rivestimento bianco, SONO SPESSO addirittura assenti!!

Sì all’interno della custodia la GoPro è assente…come può succedere una cosa così in un film del genere?!? GoPro è in crisi, ma non può permettersi di dare abbastanza GoPro ad una produzione del genere?! Sicuramente avranno detto: di sicuro non se ne accorgerà nessuno! Beh, io me ne sono accorto!

Si potrebbe ancora andare avanti a descrivere piccole inesattezze riguardanti la GoPro, ma purtroppo nel film ci sono altre cose che non tornano.

 

La lotta alla sopravvivenza, che nel film si respira ben poco.

Tutti gli intoppi e le difficoltà che Mark Watney affronta durante la sua permanenza sul pianeta rosso, li supera con una facilità disarmante e in poche scene, cosa che nel libro non accade affatto.

Il libro si dilunga molto in calcoli e a volte addirittura formule chimiche cose che ovviamente e per fortuna sono assenti nel film, sono assenti anche alcuni momenti chiave del romanzo che avrebbero sicuramente tenuto il pubblico più con il fiato sospeso.

Il film scorre veloce e senza molti intoppi, facendo sembrare l’impresa di Mark Watney una tranquilla passeggiata marziana tra gitarelle fuori porta per recuperare vecchie sonde abbandonate fino a raggiungere il cratere Schiaparelli distante migliaia di chilometri con estrema facilità e senza far nemmeno lontanamente immaginare tutte le difficoltà che Marte presenta.
Tanti altri piccoli particolari impossibili da non notare, forse sarà colpa mia che l’ho visto con troppa attenzione e che per giunta ho anche letto il libro…

Perché ad esempio si vede il protagonista fare un paio di docce nel film, mentre poi, una volta riabbracciati i suoi compagni venuti in suo soccorso, la prima cosa che gli dicono è ” Puzzi tantissimo Mark!!” e lui “è un anno emmezzo che non mi lavo!!” Ma come’?!?!

In conclusione sono in parte deluso da questo film da cui forse mi aspettavo un po’ troppo. So bene che i libri non sono mai belli quanto le trasposizioni cinematografiche, ma diavolo non così tanto! Mi sarebbe piaciuto molto di più se si fosse respirata un po’ dell’atmosfera presente nel film “Interstellar” dell’anno scorso del regista Christopher Nolan, che se non avete visto e siete appassionati del genere vi consiglio vivamente di guardare.

In definitiva guardarlo o no?

Si, The Martian, è comunque un film da non perdersi, le mie sono tutte osservazioni fin troppo pignole. La fotografia, le panoramiche di marte e la bravura degli attori ci sono tutte, semplicemente secondo me è stato fatto un po’ troppo di fretta e gli si è voluto dare uno stampo più leggero ed il meno noioso possibile, per renderlo quanto più accattivante al grande pubblico.